
L'abbazia di Nonantola nella pianura padana
Scritto da panorami
L'abbazia di Nonantola nei pressi di Modena non è notissima ma va annoverata fra le maggiori testimonianze del periodo medievale in Italia. Fu fondata da un certo frate Anselmo all'epoca dei longobardi e successivamente ebbe un discreto sviluppo, nonostante i danni apportati da alcune invasioni nella zona. Fra l'altro vi lavorarono diversi artisti che, nel notevole duomo di Modena, avevano collaborato con lo scultore Wiligelmo. Tuttavia, oltre agli interessanti rilievi che si ammirano in particolare nel portale principale, nel complesso dell'abbazia di Nonantola sono notevoli anche la cripta ed alcuni ambienti dove sono stati riscoperti antichi affreschi.
Nell'attuale complesso abbaziale, un tempo gestito dai benedettini, gli interessati possono accedere anche ad un museo e ad una biblioteca. Infine sono di grande interesse gli archivi storici qui custoditi.
Deriva dall'antica benevolenza degli abbati una non più frequente istituzione. Si tratta della c.d. "partecipanza agraria di Nonantola" ancora esistente. In pratica, in periodo medievale l'abbazia concesse agli abitanti della zona una proprietà fondiaria indivisa che da secoli viene tramandata a numerose famiglie. Fanno capo all'istituzione -ora costituita in ente morale- circa 765 ettari.
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