OTRANTO esoterica: il mosaico della Cattedrale. Parte I: figure mitologiche e animali simbolicii
Scritto da lachesi
Nel cuore del Salento, a soli 70 km dalle coste albanesi, Otranto è un piccolo centro che racchiude testimonianze di diverse epoche e fasi storico-culturali, tutte riconoscibili all'interno del suo ricco centro storico.
Una tappa obbligata per qualsiasi viaggiatore intenda passare un piacevole soggiorno nel sempre più apprezzato Salento, consiste nella visita alla Cattedrale di Otranto, che custodisce uno dei mosaici pavimentali più vasti e meglio conservati relativi alla fase altomedievale in tutta l'area del Mediterraneo. Entrando nella Cattedrale saremo immediatamente colpiti dalla vastità e dalla cromia del mosaico, sul quale si sono spesi un sacco di studi e di ricerche dal punto di vista dell'interpretazione simbolica delle scene raffigurate.
Proviamo quindi ad entrare virtualmente all'interno della Cattedrale e a comprendere il significato intrinseco delle immagini di questo spettacolare mosaico.
Iniziamo da alcune caratteristiche tecniche e da un rapido inquadramento storico culturale: Il mosaico pavimentale copre una superficie di circa 600 mq ed è stato commissionato dall'arcivescovo Gionata che ne affidò la realizzazione al al Presbitero Pantaleone e alla sua bottega di artisti. L'opera venne realizzata tra il 1163 e il 1165, come ci indicano le scritte all'ingresso e al di sotto dell'abside centrale.
Le rappresentazioni traggono spunto dalla Bibbia, dalla mitologia e si radicano in segreti esoterici e mistici di difficile interpretazione. Nei vari tratti delle tre navate nelle quali è distribuito il mosaico, vengono descritte la Cosmogenesi, quindi l'origine del Cosmo e le narrazioni mitologiche e bibliche relative, nonchè la storia della Caduta di Adamo ed Eva e della loro cacciata dal Paradiso terrestre. Nell'abside, infine, dopo una serie di medaglioni circolari a soggetto simbolico con animali, mostri e personaggi storici e mitologici, si arriva alla narrazione della Storia di Giona, simbolo di resurrezione per eccellenza (tutti i temi verranno trattati nelle singole parti dedicate al sito nei prossimi articoli ).
Iniziando dall'ingresso notiamo subito una serie di rappresentazioni mitologiche e di animali simbolici:
- gli elefanti che reggono sulla loro schiena l'albero della Conoscienza del Bene e del Male: all'ingresso della cattedrale, al centro della Navata principale, vediamo due grandi elefanti che reggono sulla schiena un albero di fico. La simbologia dell'elefante nel mondo antico è ben radicata, soprattutto in una terra ricca di contatti con l'oriente. L'elefante rappresenta per eccellenza il simbolo della saggezza, ed in questo caso è mproprio sulla schiena della saggezza che si deve appoggiare l'albero del Paradiso, quello dal quale deriverà la capacità di discernere il bene dal male. questo è qui rappresentato come un albero di fico, e non come un melo, elemento che ricorrerà nella tradizione biblica solo in seguito. Il fico infatti è un frutto ricco di semi, e per questo simbolo di fertilità. E' interessante notare come al di sotto di uno dei due elefanti sia rappresentato un cucciolo di elefante. Questo connota l'esemplare come una femmina, distinguendola dall'altro in quanto maschio. La simbologia femminile dell'animale è rappresentata anche dal cerchio rosso sopra la testa del cucciolo, simbolo vaginale;
- l'amazzone o regina delle amazzoni: proseguendo sulla sinistra troviamo una giovane donna che imbraccia l'arco e scaglia una freccia verso una cerva ferita. Ha il seno sinistro scoperto, come si usava nei costumi delle amazzoni per lasciare libero scorrimento alle freccie e per dare un appoggio all'arco da cui scagliarle;
- Alexander rex: opposto all'amazzone, dalla parte destra rispetto al tronco centrale dell'albero di fico, si vede la figura di un re, identificato dalla scritta in Alexander, Alessandro Magno, seduto su due grifoni alati ai quali sta dando da mangiare della carne da due lunghi spiedi;
- il leone tetramorfo: uno dei mostri ricorrenti nel mosaico è raffigurato al di sopra della regina delle amazzoni, con un'unica testa leonina e quattro corpi, simbolo esoterico e collegato probabilmente a ritualità magiche come ci suggerisce la scacchiera, o quadrato magico, raffigurato nelle vicinanze.
Queste sono solo alcune delle raffigurazioni che costellano il pavimento della Cattedrale di Otranto, nelle quali ci imbattiamo percorrendo solo i primi metri della chiesa. Proseguendo ci troveremo ad interpretare passi biblici con scene dell'Antico Testamento, raffigurazioni pagane delle stagioni e dei mestieri, e ancora scene del Giudizio Universale e dell'Inferno con le sue pene, dei quali parlerò nei prossimi viaggi virtuali nell'arte e nella cultura del Mediterraneo.
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