
Passeggiata nel cuore di Ferrara
Scritto da ferrarainfo
Il nostro itinerario nel cuore della splendida città estense prende il via da Piazza Savonarola, circondata da edifici di grande interesse storico. Su di un lato il Castello Estense, fortezza del 1385 trasformata in residenza dei duchi di Ferrara nei secoli seguenti. La sua mole imponente appare ingentilita da balconate marmoree (che hanno sostituito le merlature), altane e terrazze. All’interno sono visitabili numerosi ambienti, dalle tetre prigioni di Giulio d’Este e degli amanti Ugo e Parisina, alle fastose sale del piano nobile, come quelle degli Stemmi e del Governo, o l’appartamento dello Specchio.
Di fronte al Castello sorge l’antico Palazzo Ducale che qui si presenta di lato, con un portico cinquecentesco di marmo denominato Loggia dei Camerini. Il Castello Estense e l’antico Palazzo Ducale sono messi in comunicazione da un collegamento, detto Via Coperta, costruito su arcate: serviva inizialmente come passaggio dal Palazzo al Castello in caso di rivolta popolare. Il primo piano è impreziosito da un balcone di marmo il cui disegno è attribuito a Tiziano. La Piazza Savonarola, al centro della quale sorge il monumento al celebre filosofo, si affaccia sul Corso Martiri della Libertà, breve ma importante arteria che prende il nome da un triste episodio della seconda guerra mondiale. Alla storia dei martiri furono dedicati un racconto di Bassani e un film di Florestano Vancini (La lunga notte del ’43). Dirigendosi a destra verso la Cattedrale, si ammira sul lato sinistro il grandioso Palazzo Arcivescovile, opera del primo Settecento per il cardinale Tommaso Ruffo di Calabria, allora a capo della chiesa ferrarese. La facciata del prospiciente Palazzo Municipale è anch’essa in stile settecentesco. Il lato di fronte alla Cattedrale invece è stato ricostruito in stile gotico all’inizio del XX secolo. Nella Piazza Municipale, ex cortile d’onore del Palazzo Ducale, dominata dal grandioso Scalone d’Onore costruito su disegno di Pietro Benvenuto degli Ordini, che fuse elementi gotici medievali con altri di impronta già chiaramente rinascimentale. L’ala adiacente allo Scalone presenta raffinate finestre di marmo che segnano la posizione dell’appartamento in cui vissero molte duchesse, fra cui la celebre Lucrezia Borgia. Nello stesso appartamento morì Federigo da Montefeltro, duca di Urbino e celebre condottiero: nel corso di una terribile guerra contro Venezia, Ercole I lo aveva chiamato a guidare le truppe ferraresi e il Montefeltro, ferito gravemente alla fortezza di Stellata, sul Po, fu portato al Palazzo Ducale dove gli furono prodigate le migliori cure, ma inutilmente.

Usciti dalla Piazza Municipale ci si trova di fronte la Cattedrale, dedicata ai Santi patroni cittadini Giorgio e Maurelio. La facciata è in stile romanico (parte inferiore) e gotico (parte superiore). Il portale centrale è decorato con una lunetta rappresentante San Giorgio e il drago, sotto il quale si ammirano alcune scene del Nuovo Testamento. La parte superiore del protiro presenta una loggia che ospita una statua quattrocentesca della Vergine, sopra la quale si trova una grandiosa rappresentazione del Giudizio Universale a bassorilievo, del XIII secolo. Sui finestroni ai lati sono scolpiti il Paradiso e l’Inferno. Nella parte bassa si trovano due monumenti di rilievo per la storia cittadina: a destra, dentro una nicchia, il marchese Alberto d’Este; a sinistra una lapide che ricorda il passaggio di Ferrara sotto il dominio pontificio (1598), sormontata dal busto in bronzo di papa Clemente VIII. All’interno del Tempio si conservano numerose opere d’arte di diverse epoche, eseguite da artisti come il Garofalo, il Guercino, il Bastianino, Domenico di Paris, Niccolò Baroncelli e i famosi ebanisti Canozi da Lendinara.
Di fianco alla Cattedrale si estende la vasta Piazza Trento e Trieste, circondata da edifici di interesse storico e artistico. Un intero lato è occupato dal fianco meridionale del Duomo, caratterizzato da un lungo portico con negozi e da lunghe fughe di elaborate arcatelle, in alto. Al centro si vedono ancora i pochi resti dell’antica Porta dei Mesi, ingresso laterale del tempio. Più avanti si erge il campanile, in marmo bianco e rosa, eretto su disegno di Leon Battista Alberti. Notevole anche l’abside della chiesa, opera del massimo architetto ferrarese, Biagio Rossetti. Sul lato opposto si trova un palazzo del Novecento, opera di Marcello Piacentini, che ha sostituito il vecchio Palazzo della Ragione, distrutto durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale. Sui pilastri delle grandi arcate a sesto acuto si trovano le lapidi che erano poste sulla facciata dell’edificio scomparso. La piazza è chiusa dall’ex Oratorio di San Crispino, antica sede dell’arte dei calzolai, con un portico medievale e una facciata neoclassica frutto di un rifacimento ottocentesco. Lungo il lato sud della piazza, al centro, si estende la fiancata della ex Chiesa di San Romano, dalla bella facciata in cotto, con portale in marmo rappresentante il santo cavaliere titolare del tempio. La chiesa e gli edifi ci dell’adiacente chiostro ospitano il Museo della Cattedrale, ricco di opere di grandissimo pregio, quali le formelle dei Mesi, provenienti dall’omonima distrutta porta del Duomo, la Madonna della Melagrana di Jacopo della Quercia, le splendide tavole dell’Annunciazione e di San Giorgio e il drago di Cosmè Tura, arazzi cinquecenteschi e codici miniati. Davanti alla chiesa inizia la Via San Romano, importante arteria della città medievale: dalla piazza del mercato (Trento e Trieste) portava fi no al Po, che scorreva allora all’altro suo capo e sulle cui rive si trovava il trafficato porto fluviale. Strada commerciale per vocazione antichissima, è l’unica di Ferrara ad essere quasi per intero porticata. Una delle più suggestive vie della città è, indubbiamente, Via delle Volte. Nel Medioevo vi si trovavano i fondachi dei mercanti. Per un lungo tratto appare attraversata da passaggi aerei (detti “volte”) che congiungono gli edifici sui due lati e danno alla strada il suo inconfondibile aspetto. In Via delle Scienze si trova, invece, Palazzo Paradiso, antico edificio appartenuto agli Estensi e poi divenuto sede centrale dell’Università dal XVI secolo agli anni 60 del Novecento, quando Rettorato e uffici furono trasferiti altrove. Oggi nel palazzo ha sede la Biblioteca Ariostea. Via Mazzini era, con l’antico nome di Via dei Sabbioni, l’arteria principale del ghetto ebraico, che comprendeva anche le laterali Via Vittoria e Via Vignatagliata. Al numero 95 una grande casa ospita le Sinagoghe e l’interessante Museo Ebraico. Molte case, in Via Mazzini, presentano elaborati cornicioni in cotto di particolare bellezza.
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