Lombardia
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E’ mattina presto, dopo aver dato una passata di paraffina alle solette degli sci fermi dalla scorsa stagione, esco dall’albergo. Sta nevicando, il sole è nascosto dalle nubi e l’aria è pungente. Sono solo in strada.

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Attraverso a piedi il ponte di legno sul fiume Frodolfo, nel centro del paese di Santa Caterina Valfurva, ed eccomi entrare nel vasto piano denominato “La Fonte”. Qui si trovano gli ski-lift per l’accesso alle piste da discesa e la partenza per le due piste di fondo. L’addetta alla cassa dello ski-pass mi saluta con un sorriso ma non capisco se di scherno o compiaciuto. Penso di interpretare il suo pensiero: ma guarda stò matto…. In effetti mi accorgo di aver quasi preceduto il gatto delle nevi che sta ancora ultimando il suo lavoro. Non mi perdo d’animo, ricambio il saluto, e parto con il “passo alternato”. Dopo qualche metro mi accorgo di fare un “passo affannato” piuttosto che alternato. Mi rendo conto che la recente influenza ha vanificato tutta la mia preparazione atletica. Non importa tra un paio di giorni sarò di nuovo in forma. Dopo un paio di minuti comincio ad inoltrarmi nel bosco. L’aria diventa ancora più gelida, con le mani tiro giù il cappelletto fin sotto le orecchie. Sono entrato nella parte ancora in ombra della vallata dove il gelo della notte è lì ad attendermi. I muscoli si sono scaldati ed il passo è più deciso. Piano piano tornano alla memoria tutti gli insegnamenti dei maestri di sci ed il passo si fa via via più fluido.La pista costeggia un parcheggio di roulotte. Passo con indifferenza pensando che siano parcheggiate lì in attesa dell’estate quando da una di queste vedo uscire un uomo con un cane. Anche lui mi guarda con indifferenza e tiro dritto. Ho già percorso un paio di chilometri, il silenzio è assoluto, percepisco l’odore provenire da una piccola stalla di capre situata a margine della pista. Lo sci di fondo, per le caratteristiche dei suoi tracciati, mi immerge completamente nella natura facendomi dimenticare la città. Per una settimana l’anno penso di vivere un’altra vita: a volte sogno di essere un montanaro in alpeggio, altre un uomo del medioevo che percorre a piedi anche 50 km al giorno per spostarsi da un paese all’altro, altre volte ancora un atleta che si allena per una gara importante. Oggi, però, il freddo tiene i miei pensieri ancorati agli sci. Cerco di tenere un buon ritmo, la neve è ghiacciata e i miei sci scivolano che è un piacere.

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Oggi delle due ho scelto la pista più pianeggiante per non sforzare troppo dal primo giorno. Dopo circa 40 minuti ho percorso gli 8 chilometri della pista e comincio a vedere l’arrivo tutto colorato dagli striscioni della pubblicità della gara di ieri per il titolo juniores. Sono colto da un raptus agonistico: provo un bruciante sprint negli ultimi metri, spingo come un forsennato sui bastoncini allungo la gamba a telemark e passo il tragurado da vincitore... L’addetta di prima allo ski-pass mi guarda con compassione. Anche adesso penso di interpretare il suo pensiero: non ha dubbi, questo è proprio matto!!! Tiro un po’ il fiato, bevo dell’acqua e dò un’occhiata per vedere se la situazione è cambiata. Chissà se quei mollicci tiratardi dei vacanzieri hanno deciso di scendere dal letto e venirsi a misurare con le piste. La ski-area di Santa Caterina Valfurva comprende circa 35 km di piste da discesa, innevamento artificiale, 10 impianti di risalita, tra cui la cabinovia 8 posti che porta al rifugio Sunny-Valley anche i non sciatori, ed un impianto di illuminazione per sciare in notturna. Per lo sci di fondo comprende due piste che si snodano nel piano e nei folti boschi: la “Valtellina”, agonistica, in versione da 5 e 10 km con saliscendi e dislivelli tra 190 e 390 metri molto impegnativa ma apprezzatissima e la pista turistica, con anelli da 8, 5 e 3 km. Ci sono anche numerosi percorsi da fare a piedi senza bisogno delle ciaspole come il percorso dei fiocchi. In effetti il piano dove si trova l’arrivo delle piste di fondo e di discesa si è riempito. Davanti al kindergarten (scuola sci per bambini) ci sono, con le lacrime agli occhi, i genitori dei piccoli che si cimentano nelle loro prime discese sotto la supervisione amorevole dei maestri di sci. Poco più a destra, sui banchi all’aperto del ristorante-bar “La Fonte”, qualcuno sorseggia una birra. Lo guardo con occhi increduli, forse sarà un tè caldo, ma la spuma bianca sul bordo del bicchiere fuga ogni dubbio. Mi piacerebbe fargli compagnia ma a fine giornata. Tra poco riprenderò gli sci e devo essere lucido per affrontare la mitica pista Valtellina. Poco più in là una comitiva di rumorosi polacchi in vacanza qui a Santa Caterina Valfurva. Sono tutti corpulenti con delle capigliature retrò un po’ anni 90. Uno in particolare, tutto riccio con i capelli a cresta stile Joe Tempest degli Europe (il gruppo di cantanti svedesi ricordate?), si agita più degli altri lanciando urla e fragorose risate. Già me lo immagino mentre fa la discesa cantando a squarcigola It’s final countdown … Le piste sono frequentate anche da molti snowborder. Santa Caterina Valfurva quest’anno ha organizzato per loro il 105 FREE STYLE SERIES: un evento con i migliori raider e snowborder italiani e internazionali con la partecipazione di radio 105. Si tratta di un appuntamento per gli amanti del genere lungo tutto il weekend con gare anche in notturna. Il tutto con il sottofondo musicale dei dj di radio 105.

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Si è fatta l’ora di pranzo e quindi decido di tornare al mio Hotel. E’ vicinissimo alle piste come del resto tutti gli altri Hotel di Santa Caterina Valfurva. Mi siedo al ristorante e ordino tagliolini con speck, kamut, cipolle ed altri ingredienti che non ricordo: una vera delizia. Innaffio il tutto con il vino rosso “Inferno” della Valtellina e per dessert un gelato artigianale dell’hotel. La sala è piena di trofei ed il mio occhio li scruta uno ad uno. Coppe, coppette, medaglie targhe compresi articoli di giornale e numerose foto e ritratti di famosi sciatori. Davanti a questo tripudio di coppe e medaglie mi sento confuso quasi come un turista davanti ad un’opera d’arte rapito dalla sua straordinaria bellezza. Ho le vertigini, mi gira la testa, mi siedo sul divano e chiudo gli occhi… Sono inmezzo alla folla con una coppa di cristallo in mano. Tutti mi acclamano mi stringono la mano. Mi sento al settimo cielo ma non capisco il motivo. Devo aver compiuto una impresa straordinaria chissà forse quello sprint di prima sulla pista. Una ragazza bionda dalla folla viene verso di me con un foglietto in mano. Me lo agita davanti alla mia faccia. Probabilmente è una fan e vuole un autografo. Ecco che apre la bocca per dirmi qualsosa: à sciatò, svejate la cucina è chiusa e questo è il conto che devi da paga!!! Appesi gli sci al chiodo per oggi la mia giornata proseguirà con una visita culturale alla piazza del Kuèrc di Bormio raggiungibile in macchina o con autobus di linea, in partenza da Santa Caterina Valfurva, in appena 20 minuti. 

 

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