
Trabucchi strumenti di pesca Vieste
Scritto da Martino
I Trabucchi sono degli antichi ed ingegnosi strumenti di pesca che hanno costituito il primo sostentamento per molte famiglie fino agli anni 50. Unici nel loro genere costituiscono un patrimonio storico-culturale del Gargano e della Puglia.
Allo stato attuale sono presenti circa 14 trabucchi sul tratto di costa tra Vieste e Peschici, di cui 8 in territorio viestano. Nei primi anni 50 se ne contavano circa 35. Una prima distinzione la si può fare considerando la loro esposizione. Quelli esposti a levante venivano detti “alla drett” (a dritta), quelli esposti a ponente “alla mers” (al contrario) o “a maistr” (a maestro). Vi erano trabucchi che per la loro particolare posizione potevano pescare da ambo le direzioni, quindi alla mers e alla drett. Il trabucco garganico ha avuto, più o meno, un settantennio di vita (1885 – 1950) nel corso del quale non ha subito alcuna evoluzione strutturale.
TRABUCCHI STRUMENTI DI PESCA CARATTERISTICHE E FUNZIONAMENTO
Il trabucco è formato da un’ampia piattaforma quadrata e da quattro antenne, due delle quali lunghissime, disposte a ventaglio e quasi parallele all’acqua. Il tutto è sorretto da un numero svariato di travi e da alti pennoni, conficcati nella roccia a picco sul mare. Sulla piattaforma sono sistemati anche due argani giganti, detti “ciucci” (asini), che vengono fatti ruotare dalle poderose braccia dei pescatori e su cui si attorcigliano le corde che scorrono su carrucole fissate alle estremità delle antenne e che reggono la rete. A tutto questo bisogna aggiungere la “spia”, cioè l’uomo che ha il compito di sorvegliare tutti i guizzi del “richiamo” (quasi sempre un cefalo assicurato ad una funicella, che si muove in tutto lo spazio sovrastante la rete), rimanendo appollaiato a metà di una delle antenne maggiori, a volte, per ore intere. All’arrivo del “branco” egli grida “issah”, e gli altri sulla piattaforma corrono a girare gli argani battendo forte i piedi sul tavolato. Il rumore, dicono, serve a stordire i pesci. Quando la rete è affiorata del tutto entra in azione la negossa o coppo fissato ad una lunga pertica e il cui maneggio richiede maestria e talvolta quattro braccia.
Questo aggeggio scheletrico, simile ad un monumento di arte futurista, pare sia stato inventato o importato da un certo Villani sacerdote di Vieste.
Il 1° giugno 2001 si è costituita l’Associazione I Trabucchi del Gargano, che si prefigge lo scopo di conservare questi monumenti storico-culturali. Fanno parte dell’Associazione, l’Ente Parco Nazionale del Gargano, le associazioni ambientalistiche Italia Nostra, Legambiente e WWF ITALIA e tutti i titolari dei Trabucchi ritornati alla luce lungo la costa.
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