
| Un pomeriggio fuori città al lago di Bracciano | ![]() | ![]() |
| Itinerari - Lazio | ||||||
| Scritto da Stefano | ||||||
In questo periodo tra lo stress delle vacanze e quello del post-vacanze è piacevole l’idea di prendersi una pausa. Per chi lavora nella Capitale la città così bella ma così complicata ti fa venire voglia di andare via, lontano dal traffico, dal rumore.. da tutti. Purtroppo le isole tropicali, vuote, “selvagge” che tutti noi sognamo e che teniamo in fotografia riposte in un cassetto dell’ufficio per guardarle di tanto in tanto sono un po’ fuori mano, soprattutto ora che il lavoro riprende ad incalzare. Tra tutti questi problemi volevo suggerirvi un piccolo viaggio che mi ha regalato un piacevole e tranquillo pomeriggio: al lago di Bracciano. Bracciano, per chi non lo conoscesse, è un piccolo e incantevole comune che sembra vivere in una atmosfera medievale ad circa un’oretta di treno da Roma. Così un giorno che dovevo lavorare solo la mattina ho deciso di prendere il treno ed arrivare fino al paese e poi camminare lungo via del riposo verso il lago. Appena arrivato ho cominciato a percorrere via principe di Napoli, la via centrale del paese, per la quale dovevo passare per arrivare al lago e difronte a me tra le antiche case del borgo e quelle più moderne vicino alla stazione mi si para il castello in tutto il suo magnifico splendore. Comincio a scendere lungo la ripida via del riposo ed ecco una delle più belle visioni del lago, a pochi metri dalla Chiesa di Santa Maria del Riposo, c’è una panchina sulla quale non ci si può ne sedere per la vista che vi si para davanti. In una giornata molto tersa come quella in cui avevo la fortuna di trovarmi potevo vedere oltre al lago, leggermente increspato dal vento, il colle di Trevignano Romano circondato dai monti innevati dietro di esso. Dopo essermi concesso dieci minuti decido riprendere ed arrivo in fine in riva al lago. Come speravo il lago di Bracciano era vuoto, fatta eccezione per qualche cigno che di certo non mi dava fastidio. Con l’aria, stranamente primaverile, che tirava togliersi le scarpe e mettere i piedi sulla sabbia piacevolmente fredda è stato qualcosa di eccezionale. Ho steso il mio asciugamano sulla spiaggia e, tra il sole caldo che contrastava con l’aria fresca e la sabbia tra le dita, mi sono addormentato. Al mio risveglio mi sono ritrovato davanti agli unici colori del lago al tramonto. Il cielo arancione che veniva riflesso sul lago, alcuni bambini al pontile con le canne da pesca in acqua che con la forte luce di fondo diventavano una suggestiva siluette. Incantato da questa visione ho piegato il mio asciugamano per tornarmene rigenerato alla mia trafficata Roma.
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